Lunedì 03 Maggio 2010 16:34

Le abilità e le capacità motorie

Scritto da Alessandro
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LE ABILITA’ E LE CAPACITA’ MOTORIE

L’apprendimento motorio è un processo complesso che coinvolge una molteplicità di fattori, relativi alle modalità di funzionamento dei meccanismi sottostanti l’acquisizione di abilità motorie, alle caratteristiche del compito (complessità, quantità di muscoli coinvolti, durata), alle particolari condizioni didattiche (quantità, variabilità), alle differenze individuali (strategie personali, gradi di abilità, motivazioni).

L’apprendimento motorio può essere inteso come: “un cambiamento relativamente permanente nella prestazione o nella potenzialità del comportamento derivante dalla pratica o dall’esperienza passata nella situazione” (Singer, 1980).

Quali sono i meccanismi sottostanti l’apprendimento delle abilità motorie? Come operano tali meccanismi? Quali variabili determinano la rapidità dell’apprendimento? E quali invece ne influenzano la durata? Queste sono solo alcune delle domande a cui gli studiosi hanno tentato di dare una risposta nell’ambito motorio. Nell’educazione motoria e nell’attività sportiva in generale vi è l’esigenza di trovare metodi proficui di insegnamento e allenamento, di diagnosticare e correggere più efficacemente gli errori, di fornire informazioni adeguate I Vri stadi dell’apprendimento, ecc..

È comunque opportuno considerare due classificazioni delle abilità motorie, molte utili per una maggiore comprensione delle problematiche teoriche e applicative.

Una prima classificazione riguarda la forma e l’organizzazione del gesto: possono essere distinti movimenti discreti, seriali e continui.

Movimenti discreti: posseggono un inizio ed una fine ben definiti e in generale sono di breve durata. Ne sono esempio il lancio di una palla, un salto in lungo da fermi, un tiro in porta.

Movimenti seriali: sono costituiti da una concatenazione di azioni discrete che si succedono in sequenze più o meno rapide. Compiti seriali sono ad esempio le combinazioni della ginnastica e i lanci dell’atletica.

Movimenti continui: non hanno un inizio ed una fine ben definiti e sono in genere di lunga durata. Abilità sportive come la corsa ed il nuoto sono compiti continui, poiché l’inizio e la fine sono determinati da chi esegue e non specificati dal compito stesso.

La seconda classificazione riguarda le caratteristiche della condizione ambientale in cui si verifica la prestazione; a questo proposito si distingue fra la abilità chiuse (closed-skill) e le abilità aperte (open-skill).

Closed skill: le attività si svolgono in un ambiente stabile; il soggetto dispone del tempo necessario per l’analisi delle condizioni preliminari alla risposta; la scelta di tale risposta non rappresenta un problema essendo limitata ad una o a poche alternative; la successiva esecuzione non richiede il coinvolgimento continuo del controllo cosciente dopo l’avvio del movimento. La ginnastica e l’atletica rappresentano esempi di abilità chiuse.

Open skill: le attività si svolgono in un ambiente esterno mutevole e poco prevedibile; il tempo necessario per l’analisi delle situazione è limitato; il programma motorio scelto deve essere adattato alla situazione o addirittura sostituito rapidamente da un altro più idoneo, per rispondere in maniera adeguata alle circostanze. Esempi di tali abilità sono tutti gli sport di situazione.

L’abilità motoria resta un presupposto indispensabile sul quale sviluppare le restanti capacità. Non essendo questa innata, ma basata su doti elementari, sarà indispensabile allenarla e, il tempo richiesto per farlo, sarà in stretta dipendenza con le capacità coordinative possedute. Il rapporto presente fra queste due fa si che, quanto più è elevato il livello delle capacità coordinative, tanto più facilmente e rapidamente si apprendono nuove abilità motorie. Ma, al contempo, quante più abilità motorie si apprendono, tanto più si sviluppano le capacità coordinative. Siamo di fronte al circolo virtuoso della motricità (il giovane campione di De Pascalis, 2010)

Apprendere nuove abilità motorie contribuisce a sviluppare le capacità coordinative, le abilità motorie si costruiscono sulle capacità coordinative, il livello iniziale delle capacità coordinative determina in modo significativo lo sviluppo delle abilità motorie.

Dalle capacità motorie dipende la capacità di apprendimento motorio, influenzata anche dai periodi di sviluppo morfologico. Lo sviluppo avviene in modo naturale ed è generalmente suddiviso in quattro periodi:

o-1 anno fase della motricità riflessa

1-2 anni fase della motricità grezza

2-6 anni fase della motricità fondamentale di base

7-14 anni fase della motricità sportiva

Il complesso delle suddette capacità motorie viene suddiviso in tre gruppi fondamentali:

    a>le capacità coordinative

    b>le capacità condizionali

    c>la mobilità articolare o flessibilità

 

a)  “Le capacità coordinative rappresentano la capacità di dosare gli impegni muscolari in dipendenza del compito da svolgere, attraverso un’opportuna distribuzione dell’impegno sulla base delle capacità condizionali” (Manno, 1984).

La formazione iniziale della coordinazione generale si basa su tre tipi di processi:

dell’apprendimento motorio

di direzione e controllo del movimento, che è la capacità di controllare il movimento in direzione di un obbiettivo prefissato

dell’adattamento motorio, che è la capacità di adattare lo schema motorio, nel più breve tempo possibile, ad una nuova situazione differente da quella in cui si è appreso il movimento.

Tra le capacità coordinative molto importanti sono quelle che si basano sul sistema percettivo, quali:

  • l’analizzatore ottico (visivo) che permette di analizzare i movimenti del nostro corpo e delle persone che si muovono intorno a noi
  • l’analizzatore acustico, che permette di distinguere suoni e rumori
  • l’analizzatore tattile che invia informazioni sulle pressioni esercitate sul corpo dall’esterno
  • l’analizzatore propriocettivo, che si divide in due unità funzionali:
    • l’analizzatore cinestesico, che con grande velocità riesce ad inviare informazioni circa le sensazioni dei vari segmenti corporei in azione
    • l’analizzatore vestibolare, l’organo dell’equilibrio, che informa sulle variazioni di accelerazione del corpo umano ed in particolare del capo.

L’attività di questi analizzatori collabora allo sviluppo delle capacità coordinative che possono quindi essere così suddivise:

  • capacità di accoppiamento
  • capacità differenziazione
  • capacità equilibrio
  • capacità orientamento spazio-temporale
  • capacità reazione
  • capacità ritmizzazione
  • capacità adattamento e trasformazione

b)  Le capacità condizionali indicano un sistema che si esplica attraverso fattori metabolici dipendendo dalla disponibilità energetica e rivestendo quindi un ruolo “quantitativo”:>

  1. la forza
  2. la resistenza
  3. la rapidità

1. La forza è definita come la capacità di vincere o contrastare una resistenza che si oppone alla contrazione, quando il muscolo è sollecitato alla trazione, alla spinta o alla tenuta (vedi capitolo 2 per i dettagli).

2. La resistenza può invece essere definita come la capacità di mantenere per un periodo di tempo un determinato livello di sforzo fisico senza avere cali di rendimento. Nell’attività fisica questa capacità si presenta come resistenza generale basandosi prevalentemente su basi aerobiche e dipendendo soprattutto dal sistema cardio-circolatorio e respiratorio e come resistenza speciale fondandosi soprattutto su processi anaerobici e dipendendo anche dall’efficienza muscolare e tecnica.

3. La rapidità infine è la capacità di eseguire movimenti in un tempo minimo e senza produzione di fatica. La rapidità è una capacità singola, pura: se si combina con la forza dà origine ad altre capacità motorie come al velocità e la forza veloce.

c)  La mobilità articolare o flessibilità può essere definita come la capacità di una o più articolazioni, unitamente ai muscoli attigui, di muoversi nella maggior ampiezza possibile.

 

LE CAPACITA’ COORDINATIVE

Le capacità coordinative permettono di organizzare, regolare e controllare il movimento, basandosi su condizioni neurologiche, fisiologiche e psicologiche.

Queste capacità si basano sull’assunzione ed elaborazione delle informazioni, sul controllo dell’esecuzione dei movimenti e sulle operazioni svolte dagli analizzatori (tattile, visivo, vestibolare, acustico, cinestesico), mentre nell’atto motorio permettono di realizzare i programmi motori, di rendere più coincidente possibile il modello di movimento al movimento reale e di automatizzare i movimenti.

I principi di sviluppo delle capacità coordinative seguono la seguente metodologia:

  • variare l’esecuzione del movimento
  • cambiare le condizioni esterne
  • modificare le regole di gioco
  • modificare le abitudini di allenamento
  • combinare più abilità motorie già affinate
  • eseguire in tempi stabiliti
  • eseguire esercizi in stato di affaticamento

A queste si combinano varianti di tipo:

SPAZIALE (avanti-indietro, destra-sinistra, dentro-fuori, sopra-sotto, largo-stretto, aperto-chiuso, alto-basso)

TEMPORALE (prima-dopo, veloce-lento, assieme)

QUALITATIVO (pesante-leggero, duro-morbido, forte-piano)

QUANTITATIVO (tanto-poco, tutto-parte, solo-insieme)

AMBIENTALE (spazi aperti-chiusi, superfici diverse, ambiente acquatico)

 

Ultima modifica Martedì 29 Giugno 2010 20:42
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